I Lavori Agricoli

La lavorazione del terreno era l'attività fondamentale. In questa sezione sono esposti gli attrezzi per la coltivazione dei prodotti locali, le macchine e i mezzi di trasporto agricolo.

Ancora agli inizi del 1900 l'agricoltura era l'attività lavorativa più diffusa.

Lungo la valle del Savena quasi tutti lavoravano la terra. Piccoli proprietari di minuscoli poderi, contadini a mezzadria, braccianti per lavori stagionali. Ai contadini s'affiancavano pastori, tagliatori, carbonai, mulai, mugnai.

Ad arare si cominciava in luglio, appena finito di mietere, e si andava avanti per tre, quattro mesi, tutti i giorni, fino alla semina, a settembre o ottobre. Il percorso dal grano al pane richiedeva le fatiche di un anno.

Ma era il bosco la vera ricchezza. Se ne ricavava legna da ardere, da costruzione, da carbone, cibo per uomini e animali: castagne, ghiande, frutti selvatici, funghi, tartufi... Ma anche offriva pascolo a bovini e pecore, e riparo agli animali selvatici.Foto Museo3

Con la bella stagione il bestiame pascolava nei prati e nelle macchie, le pecore lungo le pendici a prato dei monti.

Chi non aveva il bosco di suo s'arrabattava a raccogliere, previo consenso del padrone, quanto avanzava del taglio: stecchi, arbusti, rovi, scaglie di legno e di corteccia... Lo si diceva andér ai bachèt, andare ai bacchetti.

C'era dunque lavoro per tutti.

Anche per quegli artigiani che a cadenza fissa andavano presso le famiglie contadine muniti di mola per arrotare, masuola, capra, morsa da sellaio, a costruire o riparare gli attrezzi.

Nella grande sala al piano terra, sono esposti gli strumenti per la lavorazione del terreno, per coltivare e raccogliere i prodotti alla base dell'alimentazione della popolazione locale e degli animali allevati.