La devozione popolare

Museo di Arti e Mestieri , Associazione Territorio e Civiltà dei Mestieri

Sabato 11 Novembre, 2017 - Eventi


Devozione popolare locandina - Cover Sabato 11 Novembre, dalle ore 15.30 inaugurazione della nuova sezione museale dedicata alla

“Devozione popolare”

La nuova sezione, allestita al primo piano del Museo in prossimità della ricostruzione dell'antica stalla, è curata in collaborazione con l’Associazione Amici di San Petronio.

Interverrà Monsignor Oreste Leonardi, Primicerio della Basilica di San Petronio.

A seguire presentazione del libro

Lungo il Savena… di chiesa in chiesa

di don Orfeo Facchini, storico del territorio e non soltanto di temi religiosi.

Aprono il pomeriggio il Sindaco di Pianoro Gabriele Minghetti  l’Assessore alla Cultura Benedetta Rossi.

Saranno presenti i bambini delle classi che hanno partecipato alla ricerca di rime dialettali del territorio nell’ambito del Bando promosso dall'IBC “SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DEI DIALETTI DELL'EMILIA-ROMAGNA” - Progetto “Din don campanon”. Lettura recitata di orazioni.

 

Devozione popolare - Cover

Fa da cornice all’evento

“I Santi di tutte le case”

Mostra a cura di Maria Cecchetti

In esposizione una suggestiva raccolta di circa 100 oleografie provenienti da Monghidoro e dintorni.

La mostra sarà visitabile fino a Domenica 10 Dicembre 2017, Sabato e Domenica ore 15.00-18.00.
 

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PROGETTO “Din don campanon” 

Il senso del ritmo, il fascino del suono, la musicalità del dialetto si possono cogliere nei testi cantilenanti che accompagnavano il fare, quando la vita quotidiana era scandita dai rintocchi delle campane. 

Progetto promosso dal Museo di Arti e Mestieri, rivolto alle scuole del territorio.

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Devozione popolare - Copertina Libro Don OrfeoDon Orfeo Facchini

Nato a Monzuno il 24 marzo del 1947, dopo gli studi in Seminario è stato ordinato presbitero, a Bologna il 7 settembre 1974, dal cardinale Antonio Poma. I suoi primi impegni sono stati di cappellano a Santa Lucia di Casalecchio, poi in San Domenico Savio e infine in Santa Caterina di via Saragozza. Dal 1977 al 1987 insegna religione nelle medie “Guinizelli” di Bologna. Insediato parroco nel 1987 in Sant’Andrea di Sesto a Rastignano, e rettore in Santa Maria di Zena; dal 2011 è anche arciprete in San Bartolomeo di Musiano. Con Gaetano Marchetti ha pubblicato il libro “Monte delle Formiche” (1990) poi, con Imelde Bentivogli, “Andar per chiese e castelli” (1993), “Andar per santuari” (1995) e infine, dopo 22 anni, questo “Lungo il Savena… di chiesa in chiesa” monumento alla storia locale.

“Lungo il Savena… di chiesa in chiesa” (2017)

Un libro di 648 pagine dove il testo contende gradevolmente lo spazio alle tantissime foto a colori, a quelle d’epoca, a disegni, a incisioni e a cronotassi con alcuni di questi risalenti al Rinascimento. Opera edita dal Gruppo di studi storici Savena Setta e Sambro che da oltre 25 anni pubblica libri sulla storia del territorio e, soprattutto, anche l’omonima rivista semestrale “Savena Setta Sambro”. 

 

 

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Per la realizzazione della mostra I Santi di tutte le case” hanno collaborato:
Maria Cecchetti, Fabrizio Monari, Daniela Nanetti, Antonio Santi, Arnaldo Vitelli
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Perché la mostra
Questa piccola mostra ha come principale ragione quella di richiamare in luce immagini del nostro passato, non sempre dimenticate nei solai o conservate solo per abitudine, ma anche tenute di gran conto perché legate al ricordo di qualche famigliare.


Che cosa è l’oleografia
Oleografia è il nome dato a stampe cromo-litografiche che imitano la pittura ad olio. L’effetto di pittura ad olio è ottenuto con:
- stampa su carta telata (goffrata a trama di tela)
- colori brillanti
- finitura con una vernicetta simile a quella usata per la pittura ad olio
- stile rifinito nelle velature e sfumature (come solo ai tempi era possibile ottenere con la vera tecnica pittorica ad olio).

La oleografia nasce nel 1838 e nell’arco di un secolo si diffonde a dimensione globale. Attorno al 1940 viene sostituita da altre tecniche di produzione, meno laboriose in quanto supportate da procedimenti fotografici e meccanici.

Ad ognuno il suo Santo
Il soggetto più frequente e con il maggior numero di varianti è quello della Sacra Famiglia. Nel formato verticale detto delle “Due Trinità” veniva posto nell’atrio di casa o nella saletta di ricevimento, a proteggere tutta la casa e i suoi abitanti. La Sacra famiglia nel formato orizzontale grande, detto “panoramico”, era invece pensata come l’immagine più appropriata da porre a capoletto nella camera dei giovani sposi.
Sul letto dei più piccini era adatto un bel Bambin Gesù, o un roseo San Giovanni Battista fanciullo, o un delicato Angelo Custode.
Per le camere delle persone “in età” erano molto appropriate le immagini di San Giuseppe e di Sant’Anna, quest’ultima in particolare, nell’atto di leggere i sacri libri a Maria Bambina, sembrava fornire un modello per le nonne, a cui sempre in famiglia era affidato il compito di educatrici.
Le variazioni delle immagini della Vergine sembrano accompagnare passo passo la vita di donne sole: dalle giovani Madonne fra rami di pesco per le fanciulle, alle Addolorate trafitte da spade per le vedove.
Per gli uomini soli, giovani e vecchi, troviamo rispettivamente immagini di Cristo con gli apostoli fra campi di grano, o di Cristo solo nell’orto degli ulivi.
A chi intende intraprendere la carriera militare ben si addice un San Michele Arcangelo, con corazza, bilancia e spada che gioca di equilibrio su un diavolaccio.
Nelle stalle veniva posta la tradizionale immagine di Sant’Antonio Abate.
Le officine dei maniscalchi trovavano protezione da Sant’Eligio.
San’Antonio di Padova, Santa Teresa, Santa Rita, …, seguivano predilezioni onomastiche e semplicemente devozionali secondo le tradizioni di casa.


Per informazioni:

tel: 051 776927 - 051 6529105 (Comune di Pianoro)

Volantino

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